Una serra è un ambiente controllabile, ma non necessariamente uniforme o stabile. Temperatura, umidità, radiazione e ventilazione possono cambiare rapidamente durante la giornata e creare condizioni molto diverse da quelle esterne.
Per questo il monitoraggio microclimatico non dovrebbe limitarsi a registrare temperatura e umidità relativa. La lettura diventa molto più utile quando questi dati vengono trasformati in indicatori come VPD, punto di rugiada, PAR e DLI e interpretati rispetto alla coltura e alla sua fase di sviluppo.

Temperatura dell’aria: il dato più immediato
La temperatura influenza direttamente sviluppo, fotosintesi, respirazione e velocità dei processi fisiologici. In ambiente protetto può crescere rapidamente nelle ore centrali e diminuire altrettanto rapidamente durante la notte, soprattutto quando l’inerzia termica della struttura è limitata.
Il valore istantaneo è importante, ma lo sono anche durata degli eccessi, minime notturne, escursione giornaliera e differenze tra zone della serra. Un singolo sensore può descrivere bene un ambiente omogeneo; strutture grandi o compartimentate possono richiedere più punti di misura.
Umidità relativa: necessaria, ma non sufficiente
L’umidità relativa indica quanto il vapore presente nell’aria si avvicina alla quantità massima che l’aria potrebbe contenere alla stessa temperatura. Proprio per questo è una grandezza fortemente dipendente dalla temperatura.
Il 80% di umidità relativa a due temperature differenti non descrive la stessa condizione fisica per la pianta. Per leggere correttamente la relazione tra aria e traspirazione è più utile affiancare alla RH il deficit di pressione di vapore.
VPD: leggere insieme temperatura e umidità
Il VPD, Vapor Pressure Deficit, rappresenta la differenza tra la pressione di vapore alla saturazione e quella effettivamente presente nell’aria. In termini agronomici descrive la “domanda evaporativa” dell’ambiente nei confronti della superficie fogliare.
Un VPD molto basso corrisponde a un’aria vicina alla saturazione e può limitare il gradiente che sostiene la traspirazione. Un VPD elevato aumenta invece la domanda evaporativa e, se l’approvvigionamento idrico non riesce a compensarla, può contribuire a condizioni di stress.
Non esiste però un unico intervallo ottimale valido per tutte le specie e tutte le fasi. Coltura, sviluppo, radiazione, disponibilità idrica e strategia climatica devono essere considerate insieme.

Punto di rugiada: capire quando può formarsi condensa
Il punto di rugiada è la temperatura alla quale l’aria, a parità di contenuto di vapore, raggiunge la saturazione. Se una superficie vegetale o strutturale scende sotto questa temperatura, la condensazione diventa possibile.
In serra questa informazione è particolarmente utile nelle transizioni serali e notturne, quando la temperatura dell’aria e delle superfici diminuisce e l’umidità relativa cresce. La vicinanza tra temperatura misurata e punto di rugiada aiuta a individuare periodi nei quali aumenta il rischio di condensa.
Condensa e persistenza di superfici bagnate possono creare condizioni favorevoli a numerosi patogeni. Per questo il punto di rugiada rappresenta un collegamento importante tra gestione climatica e DSS fitosanitari.
PAR: misurare la luce utile alla fotosintesi
La radiazione fotosinteticamente attiva, PAR, descrive la porzione di radiazione compresa nell’intervallo di lunghezze d’onda utilizzato dalla fotosintesi. Il dato istantaneo permette di osservare quanta luce fotosinteticamente utile sta raggiungendo la coltura in un determinato momento.
In serra questo valore dipende non solo dalle condizioni esterne, ma anche da copertura, ombreggiamento, orientamento, struttura, schermature e illuminazione artificiale eventualmente presente.
DLI: dalla luce istantanea alla luce accumulata nella giornata
Il Daily Light Integral (DLI) esprime la quantità totale di fotoni fotosinteticamente attivi ricevuti nell’arco della giornata. Rispetto al dato PAR istantaneo, consente di distinguere una breve fase molto luminosa da una giornata complessivamente ricca o povera di luce.
Questa informazione è utile per confrontare giornate diverse, valutare stagionalità e ombreggiamento e, nei sistemi che utilizzano illuminazione supplementare, ragionare sull’apporto luminoso complessivo.

Dashboard aggiornata con temperatura, RH, VPD e DLI nello stesso ambiente.
Il valore sta nelle relazioni tra i parametri
La gestione del microclima diventa più utile quando i parametri non vengono osservati come serie indipendenti. Alcuni esempi:
- temperatura elevata e RH moderata possono produrre un VPD molto più alto rispetto alla stessa RH in condizioni fresche;
- un rapido raffreddamento serale può avvicinare la temperatura al punto di rugiada anche senza aumento assoluto del vapore presente;
- giornate con DLI molto differenti possono richiedere strategie irrigue e climatiche differenti;
- radiazione elevata, VPD elevato e substrato in rapido calo descrivono insieme una domanda idrica molto più chiaramente del singolo parametro.
Come TerraSmart organizza il monitoraggio in serra
TerraSmart consente di configurare ambienti di coltivazione e associare i sensori disponibili a ciascun ambiente. Temperatura e umidità vengono trasformate in indicatori derivati come VPD e punto di rugiada, mentre i sensori di radiazione permettono di seguire PAR e accumulo giornaliero.
L’obiettivo è fornire una lettura coerente con la coltura e la fase, trasformando una dashboard di valori in uno strumento per riconoscere condizioni favorevoli, criticità e tendenze.
In serra non interessa soltanto conoscere il clima: interessa capire come quel clima sta interagendo con la coltura.
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